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PERCHE' NON RIUSCIAMO AD ESSERE FELICI?

Tutti desideriamo essere felici, ma quanti agiscono sul serio per esserlo? E soprattutto cosa significa essere felici? Come si fa concretamente?


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PERCHE' NON RIUSCIAMO AD ESSERE FELICI?

Molti di noi non riescono ad essere felici perchè pensano o fanno sempre le stesse cose. Si lamentano ma non agiscono per risolvere in concreto una determinata situazione. Conosco non poca gente che si lamenta e basta...ed i problemi stanno sempre lì senza che facciano nulla per trovare una soluzione al loro problema.

Senza azione nessun cambiamento e senza cambiamento nessun felicità. Come spiegherò meglio in questo articolo per essere felici dobbiamo imparare a riconoscere pensieri, emozioni e relazioni che ci fanno stare male dirigendo l'attenzione verso pensieri e relazioni che ci fanno stare bene. Se vuoi approfondire come cambiare subito la tua vita in meglio ho scritto per te un articolo intitolato La tecnica delle 3 C dove in modo semplice e concreto spiego come fare a trasformare la tua vita.

La felicità , quindi, non è qualcosa che ti arriva se ti sposi, se hai un figlio, un lavoro, o se diventi ricco, la felicità è uno stato interiore di serenità che va costruito giorno dopo giorno. La felicità è fine e mezzo, è sia via che obiettivo del nostro vivere. La vera felicità è come un puzzle dove ogni pezzo è un'area della nostra vita, lavoro, relazioni, famiglia e così via e in ogni pezzo del puzzle dobbiamo imparare a capire come essere felici, come rendere la nostra giornata appagante in ogni contesto nel quale ci troviamo ad agire, se siamo felici in famiglia ma non lo siamo sul lavoro allora c'è qualcosa sul lavoro che va affrontata, risolta, finanche lasciare quel lavoro per la propria felicità. Essere felici non significa nemmeno avere sempre il sorriso stampato in faccia a prescindere da quello che ci capita, ma significa costruire dentro di noi quella forza e allo stesso tempo quella calma che ci permettomo di affrontare qualsiaisi situazione anche negativa restando aperti alla vita, fiduciosi che qualsiasi cosa accadrà sapremo affrontarla e che ci insegnerà comunque qualcosa di utile per noi. Questo ti permetterà di non lasciarti travolgere dagli eventi della vita ma ti aiuterà a rimanere tu al comando della tua barca anzichè restare in balia di venti e tempeste (pensieri-emozioni-eventi negativi).  

Ti starai chiedendo sì va bene, ma concretamente come si fa? Ecco la risposta: Governa la tua mente, o lei governerà te! Ovvero, devi imparare a cambiare il tuo modo di pensare che poi trasformerà il tuo sentire, le tue emozioni, solo così la tua vita pian piano cambierà. Si tratta di cambiare quei pensieri che ci buttano giù, che abbiamo sia verso noi stessi, sia quando entriamo in relazione con gli altri. Imparare a riconoscerli è già un grande passo, il successivo e quello di sostituirli con pensieri incoraggianti, amorevoli e compassionevoli verso noi stessi e verso gli altri. Fatto questo bisogna allenarsi a procedere in questo modo in tutte le situazioni di vita sia quando siamo soli con noi stessi, con i nostri pensieri negativi e sia quando siamo in situazioni critiche con gli altri (un litigio, un’incomprensione, una delusione).

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose, non possiamo avere gli stessi pensieri, le stesse reazioni, le stesse emozioni negative cronicizzate e pretendere di essere felici. Il punto è tutto qui, tu credi di essere fatto in un certo modo, questo è il tuo carattere ed è immutabile, beh ho un’ottima notizia per te non è vero! Essere se stessi e quindi felici non significa accettare se stessi e restare quelli di sempre perché la vera accettazione di sé comporta un cambiamento in meglio. Per cambiare hai bisogno solo di una cosa: togliere il comando al tuo pilota automatico, che decide ogni giorno cosa pensare e quali emozioni farti provare e prendere la guida di te stesso. Come? Attraverso l’osservazione dei tuoi pensieri, delle tue emozioni e dei tuoi comportamenti verso te stesso e gli altri. Questa osservazione va fatta con amore e accettazione verso te stesso. Questo processo ti svelerà molte cose su di te e inizierai a voler seguire il bene verso te stesso e verso gli altri, a patto di avere una bussola interiore: quella dell’Amore, unico scopo e senso di questa nostra vita. Abbandona ogni giudizio e condanna verso te e verso gli altri, l’antidoto da usare quando i giudizi negativi ti verranno a trovare sarà la compassione.
Siamo essere finiti, puntini invisibili in un universo sconfinato, la scelta saggia che possiamo fare è essere tanto umili, armandoci di coraggio e andando alla scoperta di noi stessi, per una vita di senso fatta d’amore e quindi felice.

Ti riporto un esempio pratico che vale per altre mille situazioni che allontanano anni luce dalla felicità: se sei una persona che si lamenta per tutto non sarai mai felice, ma se decidi di sostituire la tua “lagnosità” con la gratitudine, sei già sulla strada giusta.

Come? Invece di lamentarti perché piove, trova il lato positivo della situazione! Puoi goderti l’aria fresca della pioggia, il suo suono, o farti un bagno rilassante! Puoi sentire un amico e non per lamentarti con lui della pioggia, smiley ma per il piacere di sapere come sta. In altre parole devi spostare l’attenzione da ciò che ti produce uno stato d’animo negativo, ad un’azione che ti porti ad un sentire positivo.

La mente è un contenitore e ti fa sentire bene o male con te stesso e con gli altri in base a come tu la riempi o a cosa decidi di eliminare.
Le persone che si lamentano la riempiono cronicamente di negatività.

Perché lo fanno? É il pilota automatico di cui parlavamo prima, è inconsciamente il loro modo per parlare di sé o per sentirsi al centro dell’attenzione, quasi che la comprensione di chi li ascolta li facesse sentire più vivi, più considerati. La verità è che spesso chi li ascolta, non lo dice, ma si sente svuotata, perché questo modo di fare appesantisce non solo la vita del lagnoso cronico ma anche quella di chi gli vive accanto; spesso, infatti, quest'ultimo sente il bisogno di allontanarsi, di starne alla larga.
Perché allora continua imperterrito? Il lagnoso si lagna perché l’ha visto fare da qualcuno di importante per lui quando era piccolo. Infatti, se si va a ritroso nella sua storia si scoprirà che il padre o la madre hanno questa abitudine al lamentarsi spesso. I bambini essendo come spugne apprendono questo modo di fare dal genitore come se fosse una cosa “normale”. Assorbe i comportamenti dei genitori perché sono gli unici riferimenti che ha in quella fase della sua vita, oltre ad essere il suo legame affettivo più profondo. Una volta appresa questa abitudine entrerà a far parte della personalità dell’individuo. Chi si lamenta sempre nemmeno ci fa più caso, pensa sia normale perché l'attribuisce  al suo carattere, ma così non è, perché se si fermasse a riflettere capirebbe che con molta probabilità è un aspetto di sua madre o di suo padre.

 

Ma nessuno è al mondo per essere la riproduzione di mamma o papà, ma per essere se stesso nella sua unicità.

Ognuno di noi può scegliere ogni giorno di ricominciare a costruire un mondo interiore fatto di pensieri, parole, azioni, volte al bene proprio e altrui, liberandoci da tutte quelle abitudini apprese nell’infanzia che ci fanno soffrire, che ci limitano e che quindi ostacolano il raggiungimento della felicità.
Se ti rispecchi nel tratto lagnoso impara a coltivare la gratitudine verso la vita, verso quello che hai, invece di lamentarti di quello che non hai, o non hai più, perché non sono le cose che ti mancano che ti renderanno felice ma l’essere grati di essere vivi, andando alla scoperta delle tante piccole cose che ti danno piacere nel quotidiano, ma sopratutto cambiando i pensieri che ti fanno stare male.
Quante volte diamo per scontata la salute, il lavoro, la famiglia, un tramonto, un passero in volo? Alza lo sguardo e inizia a guardarti attorno. Dio ci ha riempito di bellezza e bontà dentro e fuori di noi, devi solo ritornare a scoprire quello sguardo interiore che ti aprirà la vista verso il mondo. Se siamo spenti dentro vedremo il grigio anche fuori.  Diventiamo ciechi dopo l’infanzia ma dobbiamo recuperare la vista da adulti per imparare a guardare nuovamente alla vita che è bella, nonostante gli ostacoli e le sofferenze che incontreremo, è un dono e non va sprecato. Ci vuole il tuo impegno e la tua volontà per governarti altrimenti resterai in balia di te stesso, schiavo di pensieri ed emozioni che ti condurranno dove tu non vorrai andare, perché ogni uomo anela alla felicità. Inizia a disinnescare il pilota automatico e sii tu il pilota della tua vita.
Scegli ogni giorno di spostare lo sguardo dai pensieri negativi ai pensieri belli, gioiosi, di gratitudine, e pian piano le emozioni positive riaffioreranno. E la felicità farà capolino.

L’esempio sul lamentarsi sempre lo si può fare per tante altre cose che ci fanno stare male come essere spesso arrabbiati o tristi o vivere nella paura. Per uscire da tutte quelle situazioni dove le emozioni negative croniche ti attanagliano puoi utilizzare sempre la tecnica delle 3 C semplice e potente per ogni situazione.

Come puoi notare le persone non sono felici perché non agiscono su se stesse, perché non iniziano seriamente a guardarsi dentro e a mettersi in discussione. Continuano ad avere gli stessi pensieri, gli stessi comportamenti negativi. Il giro di boa vero si realizza quando capiamo che per essere finalmente felici è sui pensieri e comportamenti che dobbiamo agire, cambiandoli in meglio per noi e per gli altri. Mettersi in discussione fa paura, ma senza coraggio, una vita piena, nuova e felice non sarà mai possibile. Tu ora sai come fare per essere felice, sei una delle poche persone adesso che possiede questo “segreto” wink

Sei pronto finalmente a cambiare rotta?

 

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