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LA COMUNICAZIONE EFFICACE

Modalità comunicative molto comuni ma non efficaci: modalità aggressiva e modalità passiva


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LA COMUNICAZIONE EFFICACE

La maggior parte delle persone tende a esprimere se stessa o in modo aggressivo o in modo passivo, ma vi è una terza via, quella della comunicazione assertiva, che vedremo tra poco, che è il modo più efficace per entrare in relazione con gli altri.

Per intenderci d’ora in avanti chiamerò aggressivo colui che utilizza la modalità aggressiva e passivo colui che usa quella passiva.

Potremmo dire che sia per l’aggressivo che per il passivo la loro modalità comunicativa, spesso rappresenta un vero e proprio modo di relazionarsi e di stare al mondo.

Nell’aggressivo troviamo prepotenza, dominio e umiliazione dell’altro, ad esempio con offese o svalutazioni che si verificano sopratutto nelle relazioni intime; mentre sul lavoro o nella vita sociale risultano essere impeccabili a causa del loro continuo bisogno di sentirsi al centro dell’attenzione. Uno degli elementi utilizzati per raggiungere  questo obiettivo è la simpatia, non poche volte si tratta di pseudo simpatia, perché è utilizzata per deridere qualcuno dei presenti, dove questi ultimi quasi sempre sono dei passivi.

Gli aggressivi di solito li ritroviamo, in forma esagerata nei bulli, oppure in alcuni manager, in chi insomma detiene un certo potere o lo vuole ottenere a scapito degli altri. 

Nella modalità di comunicazione passiva, invece, la persona utilizza un tono di voce basso, ha bassa energia vitale, interviene poco nelle relazioni, specie quando si presenta una discussione tra persone dove lui è presente.

I passivi hanno quasi sempre qualche patologia psicosomatica, tipo gastrite o psoriasi, questo perché la rabbia sana inespressa invece di venir fuori attraverso una comunicazione educata del proprio sentire, resta incistata nell’organismo, dando vita col passare degli anni a una serie di disturbi, non solo fisici ma anche psicologici, come ansia, depressione, demotivazione. I passivi, sono la maggioranza.

Purtroppo capita spesso che il passivo trovi fascinoso l’aggressivo, e quest’ultimo ha bisogno della sequela dei passivi per alimentare in modo insano la sua bassa autostima, anche se agli occhi degli altri l’aggressivo può sembrare sicuro di sé. Sono equilibri e incastri tossici, ma purtroppo nel mondo delle relazioni, la maggior parte sono basate su un equilibrio infantile, immaturo.

L’aggressivo, invece, difficilmente soffrirà di tutto questo. Tono di voce alta, battuta sempre pronta, ma il rischio che corre sul medio e lungo termine è restare solo, oppure avere relazioni amicali brevi, ipocrite, oppure relazioni amorose vuote, dove è assente la premura, il rispetto, il dono di sé.

L’aggressivo guarda all’altro come un oggetto che dovrà sottomettere al suo potere e alle regole esplicite e implicite da lui imposte, pena in molti casi la rottura della relazione. 

LA COMUNICAZIONE EFFICACE: LA MODALITÀ  ASSERTIVA, PONTE DI VERITÀ  TRA NOI E GLI ALTRI
Vi è però una terza modalità comunicativa ed è quella dell’assertività, ovvero, il saper esprimere il proprio pensiero e le proprie emozioni in modo fermo ma rispettoso dell’altro.

A volte l’assertivo sceglierà consapevolmente di essere anche aggressivo o passivo in base alla situazione, ad esempio:

  • Se gli puntassero una pistola alla testa sarebbe stupido se reagisse con aggressività, perché metterebbe in serio pericolo la sua vita.
  • Se notasse che l’assertività con un soggetto aggressivo non funziona, userebbe un tono di voce più alto e fermo, anche rabbioso se serve, ma senza mai offendere l’altro.

Il principio alla base dell’assertività è sì affermare se stessi e i propri diritti ma sempre nel rispetto dell’altro, anche quando l’altro non ci rispetta.

Semplificando, l’aggressivo non rispetta l’altro ferendo la relazione, il passivo teme l’altro e fugge da un relazionarsi vero e autentico.

Purtroppo capita, e non poche volte, di trovare persone che invece di apprezzare l’educazione la confondano con la debolezza, quando in realtà l’assertività è la scelta, la via delle persone forti e di carattere.

Perché? Perché gli assertivi, ovvero le persone mature, hanno imparato da una parte a gestire la rabbia e dall’altra ad agire nonostante la paura del giudizio altrui. Quindi gli assertivi agiscono “fuori” dalla rabbia e dalla paura.

L’aggressivo agisce con la rabbia, il passivo con la paura, e quest’ultimo spesso sceglie di non agire, indossando la maschera della persona a cui va sempre tutto bene, quasi fosse privo di pensieri propri.

Il passivo e l’aggressivo sono entrambi soggetti deboli e con bassa autostima.
Un luogo comune da sfatare è credere che chi alza la voce o manca di rispetto, abbia un carattere forte. In realtà, l’aggressività e la passività sono due facce della stessa medaglia.

La persona veramente forte e matura è assertiva. Ne vediamo poche in giro di persone assertive vero? 
Purtroppo le persone mature sono una rarità. La nostra generazione in particolare vive una pandemia di immaturità dilagante a qualsiasi età che si esprime ed è riconoscibile attraverso il modo di comunicare.

Infatti, se una persona comunica in modo aggressivo o passivo sicuramente non è una persona veramente matura.

L’aggressivo sottomette gli altri, il passivo si fa sottomettere. La persona assertiva invece né sottomette né si fa sottomettere perché reputa la propria dignità uguale a quella di tutti gli altri, senza distinzioni.

La maturità è uno dei traguardi più importanti, che ogni persona dovrebbe imparare a raggiungere. La felicità vera senza maturità non è possibile.

La persona assertiva, matura, è capace di riconoscere i propri errori verso gli altri, sa perdonare, comunica con calma e sicurezza, non mente, rispetta gli altri senza farsi sottomettere, vive la vita e le relazioni con impegno, fedeltà e responsabilità. Per i più purtroppo la maturità resta una chimera per tutta la vita, un concetto solo mentale.

Ecco perché oggi le relazioni vanno a rotoli, perché sono relazioni di potere-sottomissione. Nelle relazioni sentimentali spesso troviamo una persona aggressiva che fa coppia con una passiva.

Sono relazioni non autentiche basate sulla dicotomia dominio-sottomissione e sull’ipocrisia, tutto questo purtroppo ha davvero poco a che fare con l’amore.

La buona notizia è che l’assertività tutti possono impararla. Tra le abilità assertive rientrano: la capacità di saper stabilire confini sani, il saper comunicare in modo sereno il proprio pensiero, il saper dire di no, il tirar fuori i nostri disappunti, le nostre emozioni, compresa la rabbia con educazione e determinazione, anche quello che dell’altro ci ferisce. Tutto questo ci rende persone vere ed adulte facendoci uscire da uno schema relazionale ipocrita che purtroppo caratterizza la maggior parte delle relazioni (familiari, sentimentali, di amicizia, di lavoro).

Saper verbalizzare le emozioni è molto importante perché ti permette di essere te stesso rispettando gli altri. La rabbia va verbalizzata senza offendere o denigrare, la paura del giudizio altrui va affrontata, ammantandola di coraggio. Ti riporto degli esempi. Sei uscito con gli amici e dopo la cena al ristorante gli altri vorrebbero continuare la serata, ma tu sei stanco, che fai? Avrai due possibilità, da una parte per non deludere o per non essere deriso, continuerai la serata con loro, quindi sarai succube della paura del giudizio altrui, oppure da persona assertiva, matura, dirai: mi spiace ma io torno a casa, ho bisogno di riposare. 
Quello che loro diranno, a te non deve importare (ecco la sana indipendenza emotiva dagli altri), magari ci sarà qualcun altro che vorrà fare come te, ma essendo un passivo farà pure una battutina o magari, forte del tuo intervento, approfitterà anche lui per rientrare a casa perché stanco ;-)
Un amico o il partner, ti dice qualcosa che ti fa restare male, cosa fai? Puoi non fare nulla per timore e ingoiare ancora una volta il rospo relegandoti sempre più in un rapporto fatto di ipocrisia, oppure puoi inveire con recriminazioni e offese rovinando il rapporto. Tu hai tutto il diritto di parlarne, la differenza sta nello scegliere il come comunicare, il miglior modo è agire con assertività, ovvero, fuori dalla rabbia e dalla paura. All’inizio le persone ti accuseranno di essere "pesante", o di essere troppo permaloso, sei tu insomma il problema. Non cedere, queste sono difese che tutti utilizziamo perché a nessuno piace essere visto come una persona che ha sbagliato. Ma se il tuo partner, o il tuo amico ci tengono a te, dopo le difese iniziali, ti verranno incontro, ti capiranno.
Quest’ultimo aspetto,  l’altro che ti viene incontro, riconoscendo un proprio errore, è una bussola fondamentale per capire quali relazioni meritano davvero il tuo tempo e la tua attenzione. 

Se ti rispecchi nei tratti del passivo, non si tratta di chiudere un’amicizia o una relazione ai primi cenni di rifiuto dell’altro, ma sarà bene dare all’altra persona il giusto tempo per adeguarsi al tuo nuovo modo di comunicare, se ti rispetta vedrai che pian piano, anche discutendo, la relazione crescerà in meglio, perché il conoscersi per davvero passa dal comunicarsi reciprocamente le cose scomode che ci feriscono, questa si che è una relazione, perché è intrisa di verità e non di ipocrisia e buonismo.
Dobbiamo ricordarci che ogni relazione sana è fatta sempre di rispetto, fiducia, affetto. Le relazioni, quando funzionano sono semplici, scorrono positivamente e liberamente. 

 

Quando c’è una delusione o un conflitto, le persone si parlano per trovare una soluzione e non per offendersi, o dare la colpa  all’altro. A comunicare nei vari contesti della nostra vita in modo assertivo lo si impara con la pratica, magari partendo da situazioni semplici. La regola da seguire è molto semplice: avere il coraggio di esprimere quello che abbiamo dentro ma senza avvilire il nostro prossimo. Questo modo di comunicare denota non solo maturità ma ci permette di essere veramente noi stessi senza ipocrisie e senza maschere,  permettendoci di costruire relazioni autentiche. 
  
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