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FORMAZIONE CONTINUA PERCHÈ È IMPORTANTE?

Per riuscire ad affermarsi nel mercato del lavoro la formazione continua è uno degli aspetti più importanti.


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FORMAZIONE CONTINUA PERCHÈ È IMPORTANTE?

 

Scopo della formazione continua è ri-professionalizzare le persone attraverso corsi di formazione, e riguarda sia il dipendente sia il disoccupato.

Nel primo caso è l’azienda che, a causa dei repentini cambiamenti dei processi aziendali, eroga corsi per aver personale sempre aggiornato e competente; nel secondo caso è il soggetto che frequenta un corso di formazione per imparare una nuova professione, magari perché la precedente è diventata poco richiesta.

Il lavoro non rappresenta più un aspetto statico della vita e con il quale poter arrivare sicuri fino alla pensione. 
Al netto di rare eccezioni un lavoro svolto in un qualsiasi settore è instabile, a causa dei repentini mutamenti legati al progresso della Tecnologia, della Robotica e di Internet.

Oggi, ogni lavoro è precario, anche con un contratto a tempo indeterminato.

Nessun contratto potrà garantire con certezza di arrivare alla fatidica pensione, è molto più probabile che un giovane laureato e non, sia destinato a cambiare nel corso della propria vita professionale diversi lavori prima di raggiungere la fatidica pensione. Un esempio pratico per avvallare questo ragionamento, è l’avvento dell’home banking, ovvero, siti o App di Banche, attraverso le quali fare tutte le operazioni che un tempo si facevano allo sportello. L’home banking è il risultato di un progresso che di fatto ha portato la maggior parte delle Banche a chiudere gli sportelli. Alcune ne hanno ridotto significativamente il loro numero, fornendo l’assistenza al cliente attraverso un servizio telefonico o via web, nel caso in cui abbia difficoltà nell’utilizzo della piattaforma dell’home banking. 

Gli ottimisti dicono: “Estinti alcuni lavori ne verranno creati di altri”, vero, ma solo in parte. Il problema è che questi nuovi lavori avranno bisogno di molto meno personale di prima.

Gli impiegati allo sportello erano migliaia sparsi in tutta Italia, gli impiegati al call center sono decine o al massimo qualche centinaio, con un numero nettamente inferiore di lavoratori, anche volendo comprendere figure necessarie al funzionamento di un call center, quali sistemisti, help desk, programmatori.

Riassumendo si crea sì una nuova figura professionale, l’operatore call center, ma a discapito di una drastica riduzione della forza lavoro. 

Purtroppo questo processo irreversibile è uno degli aspetti più negativi dell’evoluzione del mercato globale economico-lavorativo. 

Cosa possiamo fare allora per sfuggire alla falciatrice a tripla lama di Internet-Robotica-Automazione? 
Per prima cosa avere determinazione, intraprendenza e motivazione per capire qual è il nostro lavoro ideale.

Perché anche se il tuo lavoro ideale non fosse tra i più ricercati, la tua passione per esso, ti renderà motivato, grintoso e ti porterà prima o poi a “piazzarti” in qualche azienda, oppure lavorando in proprio, o magari via web, o come libero professionista. 

É importante scoprire quale lavoro ti piacerebbe davvero fare perché in questo modo la motivazione e la grinta saranno la logica conseguenza.

Bisogna puntare sulla conoscenza che si tramuti in una competenza specifica ricercata dalle aziende, ed è qui che entra in gioco la formazione continua

Ad esempio se hai già la passione per la fotografia, potresti frequentare un corso in fotografia che ti farà sicuramente crescere nella conoscenza e nelle tecniche, dandoti una “competenza certificata” e che ti renderebbe più appetibile agli occhi di un mercato del lavoro sempre più competitivo. Un vantaggio della formazione è che se non hai mai lavorato come fotografo/a, un corso di formazione ti permette di seguire uno stage e quindi aggiunge al tuo curriculum anche quell’esperienza lavorativa che ti mancava rendendoti subito più appetibile in un colloquio di lavoro. Uno dei più famosi economisti contemporanei americani, da cui ho preso spunto per questo articolo, Jeremy Rifkin, ha scritto un libro: “La fine del lavoro”.

Nel libro affronta l’argomento che in un non lontano futuro il lavoro possa morire a causa del continuo progresso della triade: Internet-Automazione-Robotica, ma l’autore apre alla speranza e all’ottimismo verso quelle professioni del futuro, le professioni cosiddette sociali: psicologi, pedagogisti, operatori di onlus umanitarie, incaricati ai servizi alla persona, medici, come anche figure preposte alla sicurezza pubblica, come le forze dell’ordine. 
Il futuro nessuno lo conosce, ma delle previsioni si possono e si devono fare, per meglio orientarci su cosa e dove formarci e su quali professioni puntare. Ecco perché la formazione continua è così importante ed ha un ruolo strategico sia per le imprese che vogliono restare sul mercato, sia per le  persone in cerca di occupazione. Attraverso la formazione continua si riesce a stare al passo col mutamento economico lavorativo, evitando di essere tagliati fuori dal mercato del lavoro.

L’ente pubblico, che offre corsi gratuiti di formazione, è la Regione. 
I Centri Per l’Impiego (CPI) e le Agenzie Per il Lavoro (APL, ex agenzie interinali), invece, costituiscono il network per l’incontro tra l’offerta e la domanda di lavoro.

La leva di questo network è proprio la formazione continua gratuita, soprattutto per categorie svantaggiate come disoccupati e inoccupati, questi ultimi sono coloro che non hanno ancora avuto un’esperienza lavorativa.

I corsi di formazione finanziati dalle Regioni sono tenuti da Scuole di Formazione private convenzionate.
Esiste anche la formazione continua privata (corsi e master), ma questa è totalmente a tuo carico.

 

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