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CONOSCERE SE STESSI

Molti si chiedono cosa significa conoscersi, come si fa ad accettarsi e come fare ad amarsi


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CONOSCERE SE STESSI

Molti si chiedono cosa significa conoscersi, come si fa ad accettarsi e come fare ad amarsi.

Imparare a conoscersi, non è una cosa per soli guru orientali o filosofi ma è un processo lento, accessibile a tutti, necessario per far emergere il nostro vero essere; ma per farlo dobbiamo liberarci dalla paura del giudizio altrui e allo stesso tempo imparare ad esprimere le nostre emozioni con assertività.

Dovrai iniziare ad osservare, senza giudicarti, quali sono le qualità e i difetti che si palesano in modo diverso a seconda dei contesti in cui ti relazioni, che si tratti dell’ambito lavorativo, sociale, familiare o sentimentale. Queste sono tutte ghiotte occasioni per osservare come ti muovi nel mondo, ovvero, che pensieri hai, quali parole usi e quali comportamenti adotti; tenendo a mente quali conseguenze il tuo modo di pensare e di agire hanno su te e sugli gli altri, sia nel bene che nel male.

Utile in questo percorso di scoperta sarà chiedere alle persone a te più vicine -che ti vogliono bene, sul serio- cosa pensano di te in termini di pregi e difetti.

Una volta diventato consapevole di questo prezioso materiale interiore dovrai attraversare la fase dell’accettazione dei tuoi difetti con la voglia di modificare il modificabile e accogliere, con indulgenza verso te stesso, il non modificabile.

Per fare questo dovrai imparare a guardare con tenerezza e amore anche ai tuoi errori non per giustificarti ma consapevole che chi decide di vivere sul serio non può anche non sbagliare nella vita, l’importante è imparare dagli errori per non ripeterli in futuro e scusarsi con chi abbiamo deluso e ferito.

Il sapere chi sei veramente è una realtà possibile, la più bella, che ti porta a realizzarti come essere umano in tutti i campi della vita e di conseguenza a raggiungere uno stato di serenità interiore.

Dentro di noi ci sono mille pensieri e tante emozioni, negative e positive, di queste ultime non serve molto parlarne proprio perché ci fanno bene. 
Essere spesso tristi, lamentarci su tutto, vivere nella paura, non sono condizioni equilibrate dell’essere, ma sono il frutto di esperienze negative che si sono cronicizzate a furia di ripetere gli stessi atteggiamenti per troppo tempo, spesso in modo automatico. 
La bella notizia è che non hai il destino segnato dalla negatività, perché come hai imparato e cronicizzato un modo di pensare e agire negativo, così puoi iniziare a coltivare un modo di pensare e agire positivo. 
Come? Innanzitutto con buone letture che trattano questi argomenti, e poi? Mettendo costantemente in pratica quello che hai letto, con lo scopo di costruire nuovi modi di pensare e nuovi comportamenti positivi. Infatti, se ti fermi a riflettere, è proprio così che è accaduto con i pensieri e i comportamenti negativi che ti porti dietro. La differenza è che l’hai fatto in modo inconsapevole, ti è venuto naturale perché è quello che hai visto fare nella tua famiglia di origine o con tuoi amici quando eri adolescente.

In altri casi invece potresti rivolgerti alla psicoterapia per sciogliere alcuni nodi che t’impediscono di essere appagato nelle relazioni verso te stesso e verso gli altri.
Ad esempio, sei una persona che si lamenta spesso? Chiediti: “Da chi ho preso questo aspetto, da mia madre o da mio padre?”. 
Una volta diventato consapevole che nella vita non sei nato per essere i tuoi genitori ma te stesso, impegnati a guardare il positivo nella tua giornata e a coltivare la gratitudine con costanza e impegno. Noi non siamo al mondo per essere le riproduzioni dei nostri genitori, ma siamo chiamati ad essere noi stessi nella nostra unicità. Se leggi questo articolo ma non farai pratica di questi consigli nulla cambierà in te e nella tua vita, ma se inizi ad agire, agire e ancora agire, allora vedrai il cambiamento realizzarsi sotto i tuoi occhi. Stessa cosa se fai psicoterapia, se non t’impegni tu in prima persona starai sprecando solo tempo e denaro.
Una frase che racchiude quello che sto provando a spiegarti in questo articolo, e sintetizza bene il tutto é: "Governa la tua mente, o lei governerà te!"

La maggior parte delle persone si lascia governare da quello che pensa e da quello che sente, tutto in modo automatico, senza prenderne la “gestione”, va col pilota automatico… rotto! 
Quasi tutti vivono la vita come automi in balia di se stessi, dei proprio pensieri e stati d’animo, convinti che sono così, punto e basta e credono che non si possa far nulla per migliorare la propria serenità interiore, la propria maturità. 
Schiavi di se stessi e di movimenti interiori negativi, che non solo spesso non conoscono, ma nei quali s’identificano, credendo che quello sia il loro carattere. Un immobilismo sterile. L’essere se stessi, invece, è un continuo divenire, cambiare, evolvere.
Quanti di noi vivono sempre le stesse giornate? Pensano o fanno sempre le stesse cose? Quanti ancora non sanno dire di no? Quanti hanno paura di esprimere quello che pensano e sentono? 

Cerchiamo di semplificare l’argomento che, trattando dell’animo umano, è per sua natura complesso. 

 

COSA SIGNIFICA IN PRATICA CONOSCERE SE STESSI?

 

 

  • Sapere quali sono chiaramente i tuoi punti di forza (pregi) e valorizzarli esprimendoli nel quotidiano.
  • Sapere quali sono chiaramente i tuoi punti di debolezza (difetti) e lavorarci su, pian piano.
  • Imparare a riconoscere quali pensieri negativi, preoccupazioni, paure sono quasi sempre presenti nelle tue giornate.
  • Notare quelle cose (pensieri, persone, situazioni) che ti mandano giù e quelle cose sane che ti tirano su, evitare le prime, coltivare le seconde. (Nelle cose che ti mandano giù non sono incluse situazioni che ti fanno paura, anzi queste vanno affrontate un po’ alla volta, se la paura è lanciarti col paracadute puoi anche evitarla ma se la paura è parlare in pubblico beh questo aspetto limita non poco la tua vita e quindi va affrontata).
  • Imparare ad essere assertivo, comunicare agli altri quello che pensi comprese tutte le tue emozioni, soprattutto la rabbia ma sempre con calma ed educazione, devi verbalizzare la rabbia.
  • Liberarti dalla dipendenza emotiva dagli altri, che si fa sentire quando agisci o vorresti agire ma ti fermi per timore del giudizio altrui. È una paura radicata in ognuno di noi, molto potente, ma dalla quale dobbiamo imparare a liberarcene per fa spiccare il volo alla nostra vera natura che è fatta di amore. 

Essere se stessi non significa assecondare il nostro sentire negativo, il nostro egoismo, non significa offendere, mancare di rispetto agli altri.

Si è davvero se stessi quando si agisce con quella parte buona che è in ognuno di noi, anche quando si esprimono sentimenti negativi bisogna sempre farlo senza ledere la dignità altrui. 
Esprimere la rabbia va bene, è giusto e sano ma va fatto attraverso una comunicazione ferma ma educata. Molta gente confonde l’essere se stessi col dire e fare tutto quello che gli passa per la testa fregandosene degli altri. Questo non è essere se stessi ma è egoismo e immaturità. Quando riceviamo del male non dobbiamo mai rispondere col male. 

L’assertività è la via pratica alla conoscenza di sé, perché attraverso l’assertività impari pian piano a scoprire chi sei, e solo quando inizi a comunicare agli altri quello che ti piace e soprattutto quello che non ti piace nella vita e nelle relazioni, inizi a sentirti in pace con te stesso. Perché il conoscere se stessi passa attraverso la relazione con l’altro, ma una relazione senza ipocrisie interiori: ad esempio, l'atteggiamento di un tuo amico ti ferisce, ma tu continui a far finta di niente per paura che l’amico ti giudichi male o si allontani da te.
Ci vuole coraggio per scoprire chi sei attraverso l’altro ma questo coraggio lo metti in pratica quando ti liberi dalla paura del giudizio altrui, quest’ultimo viene a galla in molte occasioni: 

  • quando vuoi affrontare con la persona interessata un evento che ti ha fatto male (un’offesa, una mancanza di rispetto);
  • quando devi fare una scelta;
  • quando devi discutere, e hai paura di essere abbandonato o criticato durante o dopo il confronto;
  • quando devi esprimere la tua opinione. 

Sono tutte paure che vanno superate attraverso il coraggio e l’amore verso se stessi mettendo in pratica l’assertività. Il coraggio non è assenza di paura, ma chi ha coraggio agisce nonostante la paura di agire in una determinata situazione. Ricordati tu hai lo stesso diritto di tutti di esprimere le tue ragioni, di dire la tua, non è un diritto solo del tuo amico, del tuo partner o del tuo collega, è un diritto universale e appartiene anche a te! 
Se, invece, deciderai di tenerti tutto dentro con falsi sorrisini, o criticando alle spalle gli interessati, i pensieri negativi e le emozioni negative accumulate resteranno incistate per anni, decenni o per tutta la vita. Questo non esprimere te stesso ti cristallizza in un modo di vivere che vita non è, anzi è lo stillicidio dell’essere. 
La rabbia inespressa - che altro non è che il risultato di quello che non abbiamo avuto il coraggio di dire ed esprimere - genera risentimento, rancore, spirito di vendetta, invidia, facci caso d’ora in poi. Sentimenti che sul lungo termine generano ansia, depressione, ostilità verso gli altri, malattie psicosomatiche (gastrite, ulcere, psoriasi, dermatite, reflusso, colon irritabile, ecc.). 
Chiediti, ne vale davvero la pena? 

Affermare te stesso con gli altri significa che ti stai accettando così come sei, significa permettere al bambino interiore di esprimersi liberamente, quello stesso bambino che hai represso per anni dentro di te così come ti ha buttato giù perché gli negavi di esprimersi, così ti porterà su se lo farai parlare attraverso il te adulto. Come si fa? Provi rabbia, delusione? Hai due scelte: la prima, praticata dalla maggior parte delle persone infelici, é non parlare con chi ti ha ferito, così facendo, però, resterai nella falsità, lasciando il tuo bambino interiore, ancora una volta muto. La seconda: puoi decidere di affrontare con coraggio chi ti ha ferito ma con educazione e rispetto, dando voce al dolore del tuo bambino interiore. In questo modo avrai riconosciuto, accettato e dato valore a quel bambino, in altre parole ti sei accettato e dato importanza a quello che sei veramente, perché il vero te è quello che rappresenta tutto il tuo sentire, sono le tue emozioni nel qui e ora.

Esprimi quelle emozioni, sempre rispettando l’altro, se lo farai quello sarai il vero tu!  Se non metti in pratica questo tuo diritto ad essere vero, sul lungo termine farai ammalare il tuo corpo e la tua mente, perché ti negherai alla vita stessa che ti è stata donata. È un suicidio emotivo, stai pugnalando il tuo cuore ogni volta che non butti fuori quello che hai dentro.

 

Tu sei il governatore di te stesso, non la tua mente, tu puoi decidere, ogni giorno, di renderti consapevole di quello che pensi e senti, riconoscerlo, e scegliere di comunicarlo o meno dipende da te, l’importante è che il non comunicare un’emozione o un pensiero non derivino dalla paura del giudizio degli altri, ma da una tua scelta interiore che non sia dettata dalla paura. A volte possiamo scegliere il silenzio anche come forma di compassione verso gli altri, ma mai farlo per paura degli altri.
Altro aspetto importante è imparare a scegliere il bene, ovvero, scegliere quei pensieri ed emozioni che fanno bene a te e di conseguenza agli altri. 
Si tratta quindi di scegliere attraverso la tua unicità, il tuo sentire, le tue sensazioni, quello che nella vita ti attrae, ti piace, imparando pian piano a liberarti e a gestire quei pensieri e quelle emozioni negative che si sono cronicizzate. Provare tristezza, ansia, paura nella vita è assolutamente normale quando ci sono eventi che giustificano queste emozioni che sono sane ed utili, ma quando diventano croniche, cioè si vive nella paura, nell’ansia, o si è quasi sempre giù di morale, allora lì possiamo e dobbiamo agire prendendo il governo di noi stessi per non essere schiavi della nostra mente senza controllo.

 

Tutti siamo capaci di osservare i nostri pensieri e le nostre emozioni mentre si presentano; la parte di te che osserva è la tua Essenza, è il vero te che dovrebbe dirigere pensieri ed emozioni negative verso una trasformazione positiva. Con un semplice atto di volontà e consapevolezza puoi con impegno cambiare o lasciar andare i pensieri negativi. Ma come si fa a lasciar andare? Basta distrarsi su qualcosa che ti piace, una telefonata, un gelato, una passeggiata, un po’ di musica energica, e in mille altri modi positivi. Si tratta di spostare l’attenzione dal negativo dentro di te al positivo e ti assicuro che il positivo se lo cerchi puoi trovarlo in ogni situazione, anche la più disastrosa.
Tutto questo si chiama imparare a vivere, maturare, partendo dalla parte più bella e gioiosa di te. Diventa te stesso, ma il te stesso bello, vero, gioioso, altruista, ci riuscirai quando deciderai di prendere la gestione della tua vita, ops della tua mente ;-)
Ti consiglio di utilizzare La tecnica delle 3 C è un ottimo strumento per riuscire a cambiare la tua vita in meglio.

 

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